Il Foro Romano, Roma Italia

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Le foto del Foro Romano, Roma ItaliaIl tempio di Antonino e Faustina, Roma ItaliaArco di Settimio Severo, Roma ItaliaForo Romano, Roma Italia

- Il Foro Romano -

Nell'area immediatamente adiacente a Piazza Venezia, oltre il Vittoriano, si sviluppa una delle zone archeologiche più importanti del mondo, il Foro Romano.

Questa valle compresa tra il Campidoglio e il Quirinale, bonificata con opere di drenaggio e con la costruzione di un canale diretto al Tevere (la 'Cloaca Maxima') ad opera di Tarquinio il Superbo, già verso la fine del VII secolo fu destinata ad accogliere i mercati e la vita pubblica della città. Foro era il termine con il quale i Romani indicavano, appunto, la piazza centrale dell'insediamento urbano, dove si raccoglievano le funzioni amministrative, giuridiche, commerciali e religiose.

Divenuto, nel II secolo a.C, il centro amministrativo della città, il luogo fu scelto da Cesare - quando Roma era ormai la capitale di un impero che si estendeva dalla Gallia alla Siria - per la sistemazione del Foro a lui dedicato e, in seguito, con la realizzazione del Foro di Augusto, cominciò a trasformarsi nel più monumentale centro di rappresentanza dell'età imperiale romana.

Tutti i successivi interventi furono determinati dalle necessità propagandistiche dell'impero, che fecero della piazza del Foro un luogo di celebrazione e rappresentanza, senza più nessuna delle funzioni politiche originarie.







Attraversato dalla 'Via Sacra', il Foro Romano, in era imperiale, mantenne pressoché inalterata la sua struttura iniziale. Uniche eccezioni furono la costruzione del tempio di Antonino e Faustina, in posizione marginale, e la realizzazione di alcuni monumenti onorari, il più importante dei quali fu l'arco di Settimio Severo.

Con il riconoscimento delle libertà di culto e l'avvento del Cristianesimo alcuni dei suoi monumenti vennero trasformati in chiese, altri non vennero più utilizzati e l'intera area, col passare del tempo, cadde in uno stato di miseria e abbandono, trasformandosi addirittura in terreno da pascolo (il Campo Vaccino).

Dopo il Rinascimento - a partire dal quale le aree antiche vennero depredate o utilizzate come gigantesche cave di materiali - l'area fu nuovamente abbandonata, finché si avviò nel Settecento il definitivo processo di recupero delle antichità che portò in luce, soprattutto a partire dagli scavi sistematici dell'Ottocento, questo immenso patrimonio barbaramente depredato e dimenticato per secoli.